Ma l'America è lontana
“Ma l’America è lontana” racconta il viaggio interiore di una donna divisa tra due mondi: la terra che ha lasciato e quella che ha imparato a chiamare casa. L’America, forse nessuno l’ha vista davvero. È quell’ombra oltre il mare, un sogno carico di fatica, nostalgie e speranze, un nome che passa di bocca in bocca, come una preghiera.
Poi diventa un luogo reale: un sorriso incontrato per strada, un amore semplice, un matrimonio in una piccola chiesa, due mani che si stringono all’alba di un nuovo inizio, un nuovo abito da sposa.
È un sogno che sa di sudore, una minestra condivisa in silenzio ed è ancora una copertina patinata, una gabbia dorata, un lampo improvviso, la proiezione di un’idea.
“This slow trip is so Quick.”, si ripete spesso, attraverso un inglese imparato ascoltando e sbagliando.
Nel ritmo lento di un viaggio che sembra scorrere troppo in fretta, si interroga su ciò che significa partire, restare, ricominciare. E quando le risposte si schiudono, scopre che quella terra così lontana, è diventata vicina: si è trasformata in casa, quella casa in cui ha deciso di fermarsi.
























